Cosa mettere nel bagaglio


Lo dichiaro immediatamente: non sono una minimalista del bagaglio.
A chi desidera formarsi all’arte di preparare un bagaglio che contenga tutto il necessario pur mantenendo un peso contenutissimo, consiglio la lettura di “io viaggio da sola” della compianta Maria Perosino, la prima donna italiana che ha scritto un libro dedicato alle donne che viaggiano in solitaria, vera scienziata del “viaggiare leggere con tutto quello che ci serve”.
In linea di massima comunque ritengo che vi siano alcuni elementi da valutare, per decidere cosa mettere in valigia.
Il clima del luogo in cui andremo. Va da sé che per un viaggio ai Caraibi portemo cose diverse da quelle che , invece, dovremo portare per andare il Lapponia ad ammirare l’aurora boreale.
Le caratteristiche del luogo in cui andremo. Città, metropoli, isola semideserta, deserto, montagna.
Le caratteristiche socio culturali del luogo in cui andremo. È un luogo dove può essere utile anche un abbigliamento “formale”? O è un luogo dove solo un abbigliamento pratico e informale ha senso?
È un luogo che, per le sue caratteristiche culturali, potrebbe richiedere un abbigliamento che non ci esponga ad essere malviste, cosa che potrebbe comportare conseguenze imprevedibili?
Il ritmo e le caratteristiche che desideriamo dare al nostro viaggio. Sarà un viaggio composto da tappe brevi e continui spostamenti? Sarà un viaggio in cui ci troveremo a portare noi stesse il nostro bagaglio per tempi lunghi? Allora bisogna portare un bagaglio veramente minimale. E ricordiamoci che la preparazione di quest’ultimo richiede più tempo, più riflessione e scelte improntate alla massima razionalità. Bisognerà necessariamente fare, per tempo, un elenco scritto delle cose da portare, rileggerlo più volte e depennare ciò che, a una accurata riflessione, ci appare prescindibile.
Se invece stiamo per fare un viaggio più “stanziale” con tappe lunghe oppure con una unica destinazione, possiamo permetterci qualche vezzo. Uno o due libri che ci fa piacere leggere in viaggio (perchéin fondo ci piace ancora leggere sentendo l’odore della carta), qualche crema per il corpo che a casa non abbiamo mai il tempo di usare, un piccolo speaker bluethoot per sentire musica usando come fonte il cellulare, due foulard non strettamente necessari ma che ci piacciono.
Io porto ancora un moleskine, che mi fa sentire molto Bruce Chatwin, per annotare riflessioni, emozioni che voglio fissare, osservazioni.
Ma non e più necessario perché ormai disponiamo di tanta tecnologia utile a questo scopo. Il cellulare o il tablet ospiteranno i nostri diari di viaggio.

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