Decidere la destinazione

Decidere la destinazione

Una persona che ama viaggiare ha in mente dei luoghi in cui “almeno una volta nella vita” sogna di poter andare. Giusto perseguire quell’obiettivo, ma bisogna imparare a pianificare i propri viaggi. Si può decidere di fare, ogni anno, un viaggio “importante”e uno o più viaggi più semplici ed economici, oppure di fare viaggi economici per qualche anno riservandosi di fare il viaggio “dei sogni” qualche anno più avanti, divertendosi a progettare nel tempo in modo via via più dettagliato la propria avventura. Poi ci può essere una occasione imprevista, come un volo a prezzo stracciato per l’altra parte del mondo, o un’amica che ci ospita in Australia. Allora ci si butta, ci si prepara meglio che si può e si parte.
Ma ricordiamoci che essere dei viaggiatori è una forma mentis che ci deve portare a limitare le spese inutili e a chiederti che viaggio potresti fare coi soldi che stai per spendere per far aggiungere degli optional all’automobile che stai acquistando, o con i 100 euro che spendi ogni sabato con gli amici. Essere dei viaggiatori diminuisce l’attitudine al consumismo.
Quando si sta pensando a un viaggio, la prima cosa da fare è informarsi sulla situazione politica e sociale di quel paese, scartando paesi in cui è in corso una guerra o sono esplosi importanti conflitti sociali.
Oppure capire in quale parte del paese siano localizzati i problemi e limitare la propria destinazione alla parte del paese in cui non si è soggetti a rischi evitabili.
Poi leggete diverse guide di quel paese (ce ne sono con diverse caratteristiche, utili in modo diverso) e cercate di capire quanto più potete di quel paese, dalla stagione in cui è meglio visitarlo alla cultura dei suoi abitanti, cosa amano e cosa detestano e, magari, puniscono.
In ogni luogo al mondo ci sono regole che nessuno infrange, ed e bene esserne consapevoli, pena il ritrovarsi in situazioni poco piacevoli.
Cercate di capire cosa ci sia di irrinunciabile da vedere in un paese e cosa ci sia che è sì, interessante ma prescindibile se si preferisce passare qualche giorno a bighellonare senza meta per quartieri storici e mercati, o a godersi un drink locale vedendo un bel panorama, o a guardare la gente del posto che fa la sua vita. Queste cose a volte arricchiscono più dello sforzo ossessivo di vedere tutto ciò che c’è da vedere, portandoti indietro solo un’accozzaglia di immagini nella mente e nessuna esperienza di contatto reale con l’anima di quel paese.

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