Chi Sono?

Se stai pensando di fare un viaggio, vuoi condividere un’idea o vuoi consigli su come essere una donna che viaggia da sola, non esitare a contattarmi

Il mio nome è Afra ( oppure Affra, dipende da quale delle due versioni si preferisce) Carubelli

Sono una persona che ha praticamente vissuto più vite ( e che aspira a viverne altre).

Medica appassionata del suo lavoro, militante in movimenti giovanili negli anni 70, in movimenti di base poi, femminista, sinceramente buddista, amante della musica (tutta la musica, faccio da tempo immemorabile ogni anno l’abbonamento alla stagione lirica), cultrice del rock ( Rolling Stones I’ll love you forever), nuotatrice e amante degli sport acquatici, amante di tutto ciò che, nella cultura, appare prodotto dallo spirito di ricerca. Curiosa.

I miei scrittori preferiti sono Herman Hesse, Bruce Chatwin ed Edgard Allan Poe, gente che viaggia, dentro o fuori di sé.
Ho un Pantheon femminile costituito dalle donne ( enormi, quelle che nomineró) che mi hanno preceduto nell’amore per i viaggi in solitaria : Alexandra David Neel, Isabelle Heberhardt, Nellie Bly e tante, tantissime altre. Donne esploratrici, aviatrici, o donne studiose di religioni e di antropologia, spinte dal desiderio di dare risposte a proprie istanze interiori.

Amo Pippa Bacca e non desidero che venga dimenticata.

Viaggio quasi esclusivamente da sola da vent’anni. Mi piace condividere le mie emozioni.

Perché viaggiare da sola ?

Non è una condizione assoluta. Ho vissuto degli ottimi viaggi con persone con cui , dopo aver parlato per 5 minuti di progettare un viaggio, era già scoccata la scintilla di un senso di avventura condiviso. Si voleva fare lo stesso viaggio. Non solo vedere le stesse cose ma sperimentare le stesse emozioni.

Ecco, se questa scintilla non scocca, io preferisco partire da sola. In ogni caso, trovo salutare viaggiare da sola se ho delle decisioni importanti da prendere, o se ho da fare una verifica delle priorità della mia vita, oppure se voglio staccarmi dal quotidiano per poi permettermi una nuova partenza.

Quando si viaggia in solitaria, si è a diretto contatto con la realtà in cui ci si trova. Non si può contare sulla nuvoletta di “conosciuto ” costituita dai compagni di viaggio.

Si diventa spugne di sensazioni. Si capta tutto. E se si muore dalla voglia di condividere, si racconta, si cerca di fermare le emozioni, si ritrova il piacere del narrare.
Come cerco di fare io.