Jamaica

Jamaica è, per me, una parola magica.

Ho una relazione direi “misticamente” forte con quell’isola.

Ci sono stata otto volte. Per ora.

La prima volta ci andai in un momento particolarmente complesso della mia vita. Quel viaggio in Giamaica fu un atto di guerra alla mia insoddisfazione. Andarci da sola un atto di coraggio e di determinazione: tutti si affannavano a dirmi quanto la Giamaica fosse una meta pericolosa per una donna che viaggia sola.

Tornai indietro più serena, più felice e con la sensazione di essere più libera, di dentro.

Naturalmente non fu tutto merito della Giamaica, ma del lavoro fatto dentro di me. La Giamaica comunque mi fu alleata. È stata un’esplosione di bellezza in una vita che voleva riprendersi il suo spazio.

La Giamaica è bellissima. Associa la ricchezza di un mare davvero bello a quella di un entroterra pieno di verde che cresce dirompente e riempie tutti gli spazi che trova, cascatelle, ruscelli che sfociano in mare creando lagune in cui l’acqua dolce e quella salata si fronteggiano ma non si mischiano, laghetti con le tartarughine sormontati da alberi da cui pendono liane che puoi usare per passare da una sponda all’altra, così, Tarzan mode on. Fiori di colori tanto forti da essere sfacciati, profumi di natura nell’aria.

È l’isola del Tesoro dei nostri sogni di bambini, e siccome è stata davvero un ricettacolo di Pirati, questo sembra ancora più vero.

Loro, i Giamaicani, sono un popolo interessantissimo. Matti e animati da logiche inaspettate e sorprendenti, sono persone con cui comunico bene.

Riesco a parlare in giamaicano con loro, che vuol dire parlare l’inglese non sapendolo parlare con persone più o meno nella mia stessa situazione, salvo che loro di quell’inglese ridotto all’osso e con una pronuncia particolare, unito a qualche parola di idiomi locali, ne hanno fatto una lingua. Il patois.

In realtà sembra l’inglese dell’hip hop, molto diffuso tra gli afroamericani.

Father diventa “fatha”, mother diventa “matha” e via dicendo. Quelle parole finiscono per *a* . Inequivocabilmente a.

Ebbene, ogni volta che faccio una chiacchierata con una persona giamaicana, ne esco con la sensazione di avere avuto uno scambio vero. Che tutto fosse liscio, naturale. Parlavo e ricevevo risposte di quelle che ti dà chi ti ha capito veramente. Gente autentica. Diretta. Quindi rassicurante.

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